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Col diavolo in corpo
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Guerrieri, Osvaldo

Col diavolo in corpo

Vicenza : Neri Pozza, 2013

Abstract: Maudit: quando Paul Verlaine scrisse per primo la parola non definì un carattere ma creò una specie. Diede cittadinanza ai crudeli, agli eccessivi, ai distruttivi e autodistruttivi che, come Arthur Rimbaud, affrontavano a muso duro il mondo con l'altera grandezza della loro arte. Era il 1884. Da allora, diramandosi da Parigi, il maledettismo ha bruciato le frontiere e ottenuto ovunque il proprio scandaloso certificato di identità. In questo modo anche l'Italia ha potuto dare un nome a quei suoi artisti che, dinamitardi nell'animo, hanno sconvolto le regole, le tradizioni e perfino un modo di pensare. Questo libro è un viaggio all'inferno. Infernali sono state le esistenze di Amedeo Modigliani, Dino Campana, Carmelo Bene. Nel nome dell'arte essi non hanno esitato a distruggere quel che avevano intorno e ad annientare se stessi nutrendosi di utopie, di alcol, di droghe, di sesso. Passaporti per il paradiso creativo? Forse. In questo loro dannarsi non sono stati soli. Nella loro scia maledetta sono entrati lo scultore Vincenzo Gemito, il pittore Franco Angeli con gli amici romani di piazza del Popolo Mario Schifano e Tano Festa; gli scrittori Curzio Malaparte, Pitigrilli dalle otto vite, l'anarchico agro Luciano Bianciardi, Giancarlo Fusco che di vite se ne creava una per ogni interlocutore; gli uomini di spettacolo Walter Chiari e l'inventore misconosciuto della canzone d'autore: Piero Ciampi.

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Lo scrittore e critico teatrale Osvaldo Guerrieri affronta il tema del demone distruttivo che brucia le esistenze dei maledetti. Due grandi figure femminili con il diavolo in corpo, Leonarda Cianciulli e Elvira Bonturi, emergono fra i personaggi estremi, esaltati e tormentati che bruciano le loro vite e quelle di chi li ama.

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