Community » Forum » Recensioni

Dove eravate tutti
0 1 0
Di_Paolo, Paolo <1983- >

Dove eravate tutti

Milano : Feltrinelli, 2011

Abstract: Dove eravate tutti. Dov'erano i padri, soprattutto. Dentro il declino civile di un paese, così risuona l'essere giovani contro l'età adulta, contro l'assenza, contro il silenzio. Italo Tramontana archivia la memoria degli ultimi vent'anni, quelli familiari e quelli pubblici, come se la sequenza delle prime pagine dei giornali dispiegasse l'evidenza della sua storia, con la caduta di Bettino Craxi, l'interminabile Seconda repubblica, l'attentato alle Torri Gemelle e l'elezione di Barack Obama. Ma intanto, nei giorni del calendario privato, il padre di Italo, insegnante neo-pensionato, investe con l'auto un ex studente davanti alla scuola. A tutti sembra un atto deliberato di violenza. E tanto basta a sfaldare gli equilibri domestici. Ora ci sono un padre umiliato, una madre in fuga, un minaccioso tendersi di distanze. Che tuttavia va di pari passo con il riaffiorare, bella e insinuante, di quella che era stata la bambina Scirocco, e con il suo imporsi sulla prima pagina degli affetti. Lo spazio che si apre tra la cupa attualità e un amore possibile disegna una strada, spazza gli anni senza nome che il giovane Italo ha vissuto e ripercorso in una ostinata "archeologia di se stesso". Ci vuole uno scatto, fuori dalla passività delle emozioni. Quasi fosse la nuova città simbolo dei destini incrociati, Berlino diventa la scena cui andare a cercare, cercarsi, rispondersi. In attesa di sapere dove siamo, tutti.

1369 Visite, 1 Messaggi

Se vi capita tra le mani un articolo di Paolo Di Paolo, leggetelo. Quando scrive su Tabucchi, ad esempio, è eccezionale.
Questo libro qua, invece, lascia il tempo che trova. Certo, per una persona della mia età, per la quale la scoperta della politica italiana coincide con la nascita del berlusconismo (ho votato per la prima volta nel marzo del 1994), “Dove eravate tutti” può costituire un momento di riflessione. Avevo persino rimosso alcuni episodi accaduti negli ultimi vent’anni. Non è un romanzo, non è un diario, non è un libro d’approfondimento: ha il pregio di ripercorrere l’intreccio e le connessioni tra la vita privata di un ragazzo italiano e la vita politica di un paese che cambia giorno dopo giorno. Ma il libro non desta particolare impressione. Desta più impressione il fatto che, ancora oggi, i giornali parlino degli stessi personaggi.

La frase:
“Salvo che siano rimasti nostri vicini di casa o amici del cuore, dei compagni delle elementari è facile perdere le tracce. Molto più che per i compagni delle superiori o di università. Quanto alla scuola media, occupa un interstizio talmente evanescente che ci sembra di averla frequentata sotto ipnosi”.

  • «
  • 1
  • »

1210 Messaggi in 1149 Discussioni di 96 utenti

Attualmente online: Ci sono 7 utenti online