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The Greatest showman
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Gracey, Michael

The Greatest showman

[Milano] : 20th Century Fox, c2018

Abstract: 1820, Bethel, Connecticut. Phineas T. Barnum è un ragazzino, figlio di un sarto che lavora per la ricca famiglia Hallet; Barnum ha un forte rapporto di amicizia con la loro figlia, Charity, nonostante i genitori di lei non vogliano che lo frequenti per la sua povertà; Charity verrà poi portata in una scuola di educazione femminile, ma resterà ugualmente in contatto con Barnum, il quale, intanto, finisce per strada dopo la morte del padre. Diventati adulti, i due fuggono a New York, dove si sposano e hanno due bambine. La famiglia conduce una vita umile in un piccolo appartamento di Manhattan, ma mentre Charity è comunque felice, Phineas desidera fortemente dare alla moglie e alle figlie una vita migliore. L'opportunità gli si presenta il giorno in cui viene licenziato dal suo lavoro di impiegato, poiché la sua compagnia di navigazione è andata in bancarotta in seguito a un ciclone che si è abbattuto sul Mar Cinese Meridionale, distruggendo molte loro navi. Barnum decide così di fare una scommessa: si fa prestare 10 000 dollari da una banca usando come garanzia le sue barche affondate; poi effettua un grande investimento per acquistare il Barnum's America Museum, dove sono esposti vari modelli in cera di animali, tendoni e personaggi storici. Su suggerimento delle figlie, Barnum va alla ricerca di freaks, ossia persone con anomalie fisiche o abilità straordinarie, per farli esibire in vari spettacoli. Il successo è immediato, nonostante alcune recensioni negative che, tuttavia, lo inducono a rinominare la sua impresa Barnum's Circus. Cercando modi per migliorare la sua reputazione e credibilità tra i ceti più alti, Barnum convince a unirsi alla sua impresa il drammaturgo Philip Carlyle, promettendogli che, in tal modo, si libererà dagli obblighi e pressioni della sua vita; dopo un'iniziale esitazione, l'uomo accetta e si innamora anche di Anne Wheeler, un membro della troupe, acrobata e trapezista. La fama del circo di Barnum inizia intanto ad estendersi anche oltre i confini nazionali, fino a ottenere un prestigioso ricevimento a Londra, alla Corte della Regina Vittoria del Regno Unito. In tale occasione Barnum incontra Jenny Lind, una celebre cantante d'opera europea, e la convince a lavorare in America con lui come manager. La sua prima esibizione è un successo tale da spingere Barnum a partire con lei per gli Stati Uniti, ma così finisce per trascurare il suo circo originale, arrivando a cercare di non essere visto con la troupe davanti alle classi sociali più alte. Philippe e Anne cercano di iniziare una relazione, ma così attirano gli sguardi malevoli dei genitori di lui, che non vogliono che lui metta la sua reputazione a rischio frequentando un fenomeno da baraccone; Anne, ferita e amareggiata, decide di porre fine alla loro storia. Anche Charity si sente sempre più trascurata dal marito, mentre le figlie sono intristite per l'assenza del padre. Nel frattempo, il tour negli Stati Uniti di Jenny e Phineas sta giungendo al termine. Prima dell'ennesimo spettacolo, Lind, innamorata di Barnum, cerca di baciarlo, pensando di essere ricambiata, ma l'uomo non riesce ad accettare tali sentimenti e le annuncia che è venuto il momento di rientrare dalla moglie e le figlie. Lei proseguirà il tour da sola, come già pianificato. La donna, piena di risentimento, gli annuncia che lascerà il tour. Nell'ultimo spettacolo Lind canta con voce rotta dalle lacrime, e proprio mentre i due ricevono l'ennesima standing ovation, la cantante, sconvolta e rattristata, attira a se Barnum e lo bacia a tradimento, tra i lampi dei flash dei fotografi presenti. L'episodio viene subito riportato dai giornali, mettendo a dura prova il matrimonio con Charity; oltretutto, appena tornato a Manhattan, Barnum trova il circo avvolto dalle fiamme, risultato di uno scontro fra la troupe e alcuni manifestanti. Philippe, credendo che Anne sia ancora all'interno, si avventura nell'incendio; viene tratto in salvo da Barnum, ma rimane ferito e viene trasportato d'urgenza in ospedale. Il giorno dopo arriva a New York la notizia dell'annullamento del tour di Jenny, che gli causa ulteriori difficoltà finanziarie e lo sfratto. Sconsolato, Barnum si rifugia nell'alcol, ma ben presto viene circondato dall'affetto della troupe, che lo spinge a non mollare e a riappacificarsi con la moglie. Al contempo, Carlyle si risveglia dal coma, e lui e Wheeler decidono di mettersi assieme, nonostante la loro differenza sociale. Philippe deciderà poi di offrire al socio i suoi guadagni degli spettacoli per ricostruire una sede, questa volta utilizzando un tendone. Il Barnum Circus è un successo senza precedenti, attrae ogni giorno migliaia di spettatori; ciò nonostante, Barnum decide di consegnare le redini del circo a Carlyle, così da potersi dedicare maggiormente alla moglie e alle figlie.

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WOW! E con questo, non ci sarebbe nient'altro da aggiungere! Se non che...una regia accecante, un cast encomiabile ed una colonna sonora sfolgorante, conducono un messaggio travolgente!
Siamo tutti rinnegati? O siamo esclusivamente noi stessi a lasciare che il tempo sia complice di ciò che rinneghiamo alla nostra passione?
Siamo tutti diversi? O in quanto esseri umani con una propria anima, unica ed indivisibile da tutte le altre, siamo tutti uguali?
Le luci della vita sono sempre accese. Siamo noi coloro che ne devono posizionare gli strumenti, calibrare l'intensità e diffonderne i raggi. Registi, trapezisti, giocolieri, cavalieri...siamo tutti questi!
Forse, sulla scia di "Never enough", viste anche le continue tristezze cui siamo chiamati a confrontarci, il tempo che ci è concesso vivere non è mai abbastanza.
E se il palcoscenico fosse un contratto di vita in cui la nostra firma vive dal momento in cui nasciamo?
Non lo abbiamo chiesto... Eppure, ci è stata donata l'intera percentuale. Da qui, l'eterno invito a brindare a chi si è, a chi non si è mai voluto essere, a chi si desidera diventare, perché il tempo non è ancora finito!
Alle volte ci si potrebbe perfino domandare con amarezza: «Ma perché la vita non è un musical?»
Forse, seppur apparentemente assente nella realtà avvolgente, la sua natura vive nei nostri pensieri e nel nostro cuore. Danza e canta lì dentro ogni giorno. Chissà, forse è giunto il momento di farla viaggiare oltre il nostro corpo ed imprimere di note musicali anche quei momenti in cui sembra che gli interi spartiti si spezzino integralmente.
E per chiudere il sipario, non si riesce ad afferrare la coda del nostro treno in un primo ed un secondo momento? Talvolta non importa... Perché la vita è sempre lì, davanti a te, a concederti una terza ed una quarta volta... E sfrecciando, chiede: «Quando cominciamo? Quando torni alla tua vera casa?»
Tante domande, una sola risposta che è unicamente in noi... E a noi, il ritmo per scoprirla!

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