Una vita tedesca
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Materiale linguistico moderno

Pomsel, Brunhilde

Una vita tedesca

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Abstract: Brunhilde Pomsel fu vicina come pochi altri suoi contemporanei a uno dei più grandi criminali della storia: Joseph Goebbels, il ministro della Propaganda di Hitler. Sempre al suo fianco, sempre ai suoi ordini come segretaria e dattilografa. Brunhilde non si interessava di politica. Per lei venivano prima il lavoro, la sicurezza materiale, il senso del dovere nei confronti dei superiori, il bisogno di sentirsi parte di un sistema. Poco dopo l'ascesa di Adolf Hitler, si iscrive al Partito nazionalsocialista per assicurarsi un posto alla radio. Nel 1942 si trasferisce al ministero per l'Istruzione pubblica e la Propaganda ritrovandosi così accanto all'ufficio di Goebbels e nel centro nevralgico del potere nazista. Vi rimane fino alla capitolazione, nel maggio del 1945. Durante gli ultimi giorni di guerra, quando le truppe sovietiche sono già a Berlino, anziché cogliere l'occasione per fuggire resta nel bunker a battere a macchina i comunicati. Poi, per settant'anni, non racconterà niente a nessuno. Dal cuore di Berlino, l'autrice dipinge un ritratto inconsapevole, eppure inquietantissimo, della Germania prima, durante e dopo il Reich, raccontando una realtà sconcertante che mostra quanto l'indifferenza e la disillusione possano influenzare la democrazia. "Prima che la storia si ripeta" scrive Thore D. Hansen "individuare le analogie tra passato e presente ci offre l'opportunità di calibrare con cura la nostra bussola morale, in modo da renderci conto quando sia giunto il momento di schierarci, di alzarci e di opporci apertamente alla radicalizzazione. Con quanta superficialità prendiamo in considerazione i nostri criteri morali di valutazione? Per quali fini primitivi, immediati, banali e superficiali o per quali successi apparenti siamo pronti a sacrificare la nostra coscienza? Sono domande alle quali la storia di Brunhilde Pomsel non può e non potrà mai dare una risposta universalmente valida. Solo la disponibilità a riflettere di ciascuno di noi potrà produrla." Considerata come l’ultima testimone vivente ad aver conosciuto il ristretto cerchio di potere nazista (è morta a fine 2016 a 106 anni), Brunhilde Pomsel ha raccontato la sua esperienza nel documentario “Una vita tedesca”, realizzato nel 2016, già presentato a diversi festival e venduto anche in Italia. La donna, come molti tedeschi della sua generazione, ha detto che non era a conoscenza dei crimini nazisti, in particolare dei campi di concentramento e di sterminio, ma la cosa davvero inquietante è il ritratto che fa della società tedesca dell'epoca, cresciuta con le parole d’ordine della generazione del Nastro bianco di Haneke: “Obbedire, mentire, imbrogliare”.


Titolo e contributi: Una vita tedesca / Brunhilde Pomsel ; con Thore D. Hansen

Pubblicazione: [Milano] : Rizzoli, 2018

Descrizione fisica: 270 p. ; 22 cm

ISBN: 9788817099653

Data:2018

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nota:
  • Traduzione di Nicoletta Giacon

Nomi: (Traduttore) (Autore) (Editore)

Soggetti:

Classi: 943.086092 STORIA. GERMANIA. TERZO REICH, 1933-1945. Persone (21)

Luoghi: Milano (IT)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2018
Contenuto (Area 0) (181)
  • Forma del contenuto: testo
  • Tipo di sensorialità: visivo
Mediazione (Area 0) (182)
  • Tipo di mediazione ISBD: unmediated

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