Giocando a scacchi nei gulag di Tito
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Libri Moderni

Stassi, Emilio

Giocando a scacchi nei gulag di Tito

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Abstract: Portare la carriola era il lavoro più pesante perché bisognava spingere in salita e in certi tratti correre su tavole traballanti. Alle carriole in legno erano state inoltre rialzate le sponde e portavano quasi il doppio del carico. Venivano chiamate jeep. Spesso mi impegnavo in questo lavoro perché mi dava modo di giocare a scacchi – alla cieca – con un detenuto jugoslavo che incrociavo ogni tanto e che faceva parte di chi sa quale desetina. Le mosse d’apertura le facevamo al primo incrocio, raggiungendo di solito una posizione teorica nota ad entrambi. Poi seguivano le altre, una per una, qualche volta con una proposta aggiuntiva: “Se rispondi con la Torre in ciotto, io gioco il Re in accauno.” Il ritorno era in discesa e quindi potevo pensare alla partita. L’invisibile scacchiera stava appoggiata sulla carriola e la vedevo perfettamente, come se fosse vera, e non era difficile valutare la posizione e fare le analisi necessarie. Un giorno stavamo giocando l’attacco Richter-Rauzer della Siciliana e nel corso del mediogioco ero venuto a trovarmi in una posizione molto promet-tente. A un tratto si udì, nelle nostre vicinanze, un crepitare di spari. Le car-riole, le vanghe, le pale, rimasero paralizzate e un brivido freddo percorse l’in-tero schieramento. Si trattava di un tentativo di fuga verso l’al di qua o verso l’aldilà? Le probabilità di riuscita erano pochissime perché la zona era quasi piana e solo in lontananza verdeggiava una linea d’alberi. Forse strisciando tra l’erba alta. Ma una volta individuati non c’erano più speranze. Il grande mecca-nismo si rimise in moto con una certa lentezza mentre il Cavallo nero della morte batteva i suoi zoccoli nella testa di tutti. Tornai con il pensiero alla partita, anche se non era facile trovare la giusta concentrazione. Attesi invano la sua mossa. Forse, dopo quel trambusto, aveva cambiato attrezzo di lavoro. Forse aveva tentato la fuga, verso qualche forma di libertà. Il periodo passato a Greandani durò un mese e mezzo e fu il più terribile. Un detenuto italiano mi disse: “Qui è peggio che a Dachau.”


Titolo e contributi: Giocando a scacchi nei gulag di Tito : l'odissea di un giovane prigioniero / Emilio Stassi

Pubblicazione: [Sestri Levante] : Oltre, 2017

Descrizione fisica: 136 p. ; 21 cm

ISBN: 9788899932077

Data:2017

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Editore)

Classi: 853.92 NARRATIVA ITALIANA, 2000- (21)

Luoghi: Sestri Levante

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2017

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CIAMPINO ADULT 853.92 STA CP-33378 In catalogazione Non disponibile
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