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Selva oscura
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Krauss, Nicole

Selva oscura

Milano : Guanda, 2018

Abstract: Jules Epstein è sparito nel nulla. Dopo aver passato la vita ad accumulare ricchezze e a sfinire chi gli stava vicino con la sua personalità sovrabbondante, litigiosa e volitiva, una misteriosa metamorfosi lo ha portato a mettere fine alla carriera di avvocato e a trentacinque anni di matrimonio, e ad «alleggerirsi» di tutto ciò che possedeva. Abbandonato il lussuoso appartamento di New York, ha intrapreso un viaggio verso le sue radici ebraiche, con l’obiettivo di trovare un modo degno per onorare la memoria dei suoi genitori. Le ultime notizie lo davano all’hotel Hilton di Tel Aviv, e da lì i tre figli, a cui non ha lasciato messaggi né indizi, dovranno cominciare a cercarlo… A Tel Aviv, nello stesso albergo, arriva anche una scrittrice americana, che vive a Brooklyn con marito e figli, partita alla disperata ricerca di una via d’uscita da una crisi personale e creativa. L’Hilton rappresenta per lei un luogo simbolico, dove trascorreva sempre le vacanze da bambina e dove sente di aver lasciato una parte di sé. Qui incontra un vecchio amico del padre, un professore di letteratura in pensione, che ha stima per il suo lavoro e vuole coinvolgerla in un progetto legato a un’opera incompiuta di Franz Kafka. Un compito altissimo, che si trasforma per lei in una sfida non solo professionale. Vitale, ironico e profondo: un romanzo in cui i destini si incrociano, in una «selva oscura» che è il luogo del perdersi e del ritrovarsi, con il coraggio di guardare sempre oltre il visibile, verso l’infinito.

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New York, Tel Aviv, il tema del doppio, un cappotto, una valigia, l'ignoto, l'ebraismo, Kafka e un titolo (Forest Dark, nella versione originale) che ci riporta drittidritti a Dante. Così tanta roba da rischiare di smarrirsi nella selva oscura di Nicole Krauss.
Epstein è uno dei due protagonisti del romanzo, un uomo che ha orientato la sua vita a rispondere a qualsiasi domanda prima ancora di sapere cosa gli venisse chiesto. Ha lavorato caparbiamente per trasformare le sue debolezze in punti di forza, accumulando una ricchezza immane. È bastato imporre la volontà della mente a quella del corpo, anteponendo la professione di avvocato al resto.
Poi, un bel giorno, inizia a disfarsi di tutte le sue ricchezze con lo stesso accanimento con cui le aveva accumulate. Quando il figlio prova a dissuaderlo da ulteriori atti di filantropia, Epstein risponde che sta liberando spazio per pensare.

Nicole, l’altra protagonista del romanzo, ha numerose affinità con la Krauss, a partire dal nome: scrittrice americana di successo con radici ebraiche, un matrimonio in crisi, un forte legame con Israele. La Nicole protagonista del romanzo ha molti punti di contatto anche con Epstein: entrambi dividono le loro vite tra New York e Tel Aviv, entrambi devono far pace con le proprie radici ebraiche (ne sono attratti ma scettici; entrambi tendono a criticare alcune tradizioni e i rituali dei praticanti), entrambi cercano una via di fuga dal proprio passato, entrambi hanno un legame con l’Hilton di Tel Aviv; entrambi, forse, ritroveranno sé stessi nel deserto. Eppure, i loro percorsi non si incroceranno mai.

E poi c’è Kafka. Nicole, in piena crisi creativa, incontra a Tel Aviv Elizier Friedman, professore di letteratura in pensione e personaggio piuttosto ambiguo, che la convince a riscrivere la vera biografia di Franz Kafka. Pensavate fosse morto banalmente nel 1924 in un sanatorio di Kierling, come c’hanno fatto credere? Niente affatto. È morto in Palestina, in una notte di ottobre del 1956, dove è arrivato clandestinamente e ha vissuto facendo il giardiniere sotto la falsa identità di Anshel Peleg. La tubercolosi che a Praga avrebbe finito per ucciderlo, in Palestina comincia a regredire.
È una storia folle; eppure, leggendo questo romanzo, pervaso da un senso d’inquietudine costante, in cui si oscilla tra realtà e percezione, ogni tanto bisogna darsi una scrollata per non credere a tutto ciò che ci viene raccontato. Kafka non ha mai fatto il giardiniere in Palestina. Forse.

Un romanzo cervellotico, disorientante. Ho preso molti appunti. E ho iniziato a leggere un racconto di Kafka.

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