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Lo straniero
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Camus, Albert - Zevi, Alberto

Lo straniero

Bompiani, 01/04/2011

Abstract: Pubblicato nel 1942, Lo straniero, un classico della letteratura contemporanea, sembra tradurre in immagini quel concetto dell'assurdo che Albert Camus andava allora delineando e che troverà teorizzazione nel coevo Il mito di Sisifo. Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto – il processo e la condanna a morte – senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Come Sisifo, Meursault è un eroe "assurdo": la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e dì sentire. "È una verità ancora negativa", ebbe a scrivere Camus in una prefazione per un'edizione americana dello Straniero, "senza la quale però nessuna conquista di sé e del mondo sarà mai possibile".

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Il romanzo, letto dal gruppo di lettura della Biblioteca di Ciampino (gli equiLibristi del giovedì), ha scatenato un gran dibattito tra i partecipanti.
Parte delle considerazioni scaturite nel corso dell'incontro vengono riportate qui: https://gruppodiletturaciampino.blogspot.it/2018/04/il-mea-culpa-della-coordinatrice-lo.html

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