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Arancia meccanica
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Burgess, Anthony

Arancia meccanica

Torino : Einaudi, 1997

Abstract: Alex è un eroe dei nostri tempi: un teppista sempre pronto a tirar fuori il coltello, capo di una banda di duri che ogni sera, sui marciapiedi dei sobborghi, ripete il gioco della violenza: rapine, stupri, scassi, assalti ai negozi, scontri con altre bande. Finché Alex, che si interessa solo a Beethoven, viene tradito dai suoi amici durante una delle tante sue imprese. Le terapie di rieducazione, non meno violente, lo ridurranno a un'arancia meccanica, in balia delle sue antiche vittime, in una girandola di situazioni grottesche e paradossali.

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Ho letto il libro fino all'ultimo capitolo. Poi leggendo l'intervista a Kubrick in appendice ho scoperto che l'ultimo capitolo era stato aggiunto in un secondo momento dall'autore più che altro per ragion di Stato e di morale. In realtà anche il penultimo capitolo lascia un po' il tempo che trova. Si dice sia un libro sulla bellezza del libero arbitrio: meglio un cattivissimo che sceglie di essere cattivissimo che un buono reso buono con la forza e che pur se incapace di fare del male non lo ha scelto lui. Beh che dire: se mia moglie fosse stata violentata dal "branco", picchiata a sangue tanto da morirne poi suicida, cosa direi se mi dicessero che il colpevole è stato ucciso? se mi dicessero che è stato lobotomizzato? e infine che direi se mi dicessero che tramite un procedimento di lavaggio del cervello fosse stato reso "buono per forza" incapace, anche volendo, di fare anche poco poco male? Beh, direi "Bene." Il problema che pone il libro oggi - che siamo forse un po' meno spaventati dai governi totalitari, perché il tempo sbiadisce i ricordi, - è piuttosto un altro, che invece ascende alla ribalta. Quanto, qualsiasi azione che compiamo, che compie il nostro avversario politico, che compie la società, può essere strumentalizzato? e con quanta facilità? Alla fine il "povero Alex", tentato suicida,diviene bandiera di questo o quell'altro partito politico, con una facilità e rapidità tali che è più opportuno parlare di banderuola, più che di vessillo. E questo oggi succede, quotidianamente. Le chiavi di lettura di ogni episodio di vita privato (ma esiste ancora la privacy?) o collettivo può essere volto a favore di chi voglia trarne vantaggio contro un reale o ipotetico avversario ideologico, tanto che, chi non voglia sentirsi preso per il naso, dovrebbe astenersi dal giudizio.

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