Vedi tutti

Gli ultimi messaggi del Forum

Il sangue non sbaglia

Un giallo sorprendente scritto dall'ex capo della Polizia durante la malattia che lo ha portato alla morte.
Un mix di verità e finzione in cui le qualità dell'ispettore protagonista rispecchiano quelle dell'autore.

Il defunto odiava i pettegolezzi - Serena Vitale

La slavista Serena Vitale ricostruisce il mistero della morte di Vladimir Majakovskij e i suoi rapporti con l'amore, che il poeta russo considerava il vero motore di un'esistenza vissuta all'insegna della rivoluzione.
Un viaggio filologico ma anche esistenziale, attraverso il quale Serena Vitale racconta ciò che più intimamente la lega a Majakovskij e alla letteratura russa.

Stirpe - Marcello Fois

Esiste il libro ideale da proporre ai partecipanti di un gruppo di lettura?
Se il gruppo accarezza il libro del mese sospirando, inevitabilmente la discussione sarà fiacca (troppi riscontri positivi); in compenso, l’ego di chi ha proposto il titolo crescerà a dismisura. Non a caso, la scorsa settimana sono uscita dalla biblioteca di Ciampino saltellando. Marcello Fois, con la sua scrittura evocativa, che sa d’altri tempi, ha conquistato tutti
Entri in un mondo arcaico e, una pagina dopo l’altra, vedi l’antica Nur, campagna e roccia in cui gli uomini avevano i ritmi dimessi del sole e delle bestie, assumere lo status di città: Nuoro. La vecchia Via Majore diventa corso Garibaldi, l’Ufficio delle Finanze spazza via la vigna, il rigore della Nuoro, provincia del Littorio, sostituisce l’autorità dei briganti locali. La Storia del Continente s’intreccia con le storie delle moltitudini di questo fazzoletto di terra, che lottano per non finire nell’anonimato.
Una storia in cui la famiglia dei Chironi si ostina a metter radici. Orfano e dischente di fabbro lui, Michele Angelo Chironi, frutto non riconosciuto del peccato di una notte lei, Mercede; entrambi venuti dal Nulla combattono testardamente per non ricadere nel Nulla.
Sarà un’esistenza di figli amati e talvolta non capiti, di figli uccisi barbaramente, di figli che non hanno mai visto la luce; una storia di solitudine, di silenzi, di sguardi seri, di occhi bassi, di lunghe ore di lavoro per forgiare il metallo. Sacrificio, dedizione, impegno: le commesse aumentano, la bottega del fabbro diventa un’officina importante, aumentano i denari e le disgrazie. Perché il Fabbro, Michele Angelo Chironi, sa bene che ci vuole un attimo a contravvenire alla regola del pelo dell’acqua in cui deve galleggiare la nostra esistenza.
"Mai sotto la superficie, mai sopra, sempre solo galleggiare… Sul filo, contro l’invidia, contro la commiserazione. Su, troppo in alto, c’è la bestia verde e livida, che mangia male e non digerisce. Giù, sottotraccia, c’è il buffone ridanciano vestito in gramaglie, che con una mano ti accarezza e con l’altra ti pugnala. [...] quello che hai, quello che ostenti, è una precisa sottrazione che tu fai a me. Noi siamo pari dunque: è questo il pelo dell’acqua, il resto è contravvenire. Se tu non sei pari, vuol dire che io sarò di volta in volta superiore o inferiore, invidiato o commiserato; se io non sono pari, costringerò te a venire su con me o ad affondare. Si cammina come sulle braci ardenti, si deve procedere leggerissimi per non bruciarsi, per non far rumore, per non farsi notare."

In Stirpe troviamo sa Gherra, la Prima, “quella vera”, i fascisti, l’omosessualità, il tradimento degli ideali politici, la paura, la follia. Se a questo romanzo dobbiamo proprio trovare un difetto è che ci sono così tante cose, perfettamente incastrate in 250 pagine, da lasciare il lettore esausto. Fois non concede un momento di tregua neppure ai morti che, puntualmente, tornano nelle notti insonni dei loro cari per raccontare la propria versione dei fatti. Di ogni episodio ascoltiamo le chiacchiere del paese e la verità di chi ha vissuto quella vicenda in prima persona.
E se è vero che conversando in biblioteca ci siamo soffermati prevalentemente sui momenti di maggiore sofferenza che caratterizzano il romanzo, è altrettanto vero che nessuno di noi ha chiuso il libro con il cuore pesante. Perché di questa storia tutti abbiamo percepito anche le risate non raccontate.

"Eppure non si ha idea di quanti momenti felici si siano vissuti in quella casa, e non si ha idea di quanta disperazione sia stata risparmiata alla sua famiglia in questa stagione terribile. E quante risate, certo. È possibile che nei racconti le risate siano meno interessanti dei pianti, perché a noi ci piace la passione che si annida dentro alle sventure, ma risate ce ne sono state, e quante. Sarebbe uno sgarbo a Dio dire che dentro alla casa del maestro del ferro non è entrata mai la felicità".

Bello davvero.

Le tre del mattino - Gianrico Carofiglio

Libro davvero affascinante. Un viaggio che permette a un padre e ad un figlio, di entrare in contatto. Un viaggio propizio per conoscersi e scoprire che alla fine, siamo legati in maniera indissolubile, con i nostri cari. Inutile negarlo.

Mi vivi dentro - Alessandro Milan

Un libro a tratti pesante e difficile da leggere, per le emozioni dal taglio vivo, ma che commuove e insegna, lasciando un grande messaggio di amore per il prossimo e la vita intesa come dono, da apprezzare in ogni attimo.

Una casa a Parigi - S. L. Grey

Una storia di fantasmi, drammatica e a tratti perfino comica. Il testo in alcuni punti poteva essere più snello, nel senso che la trama è molto carina e movimentata ma risulta pesante e ridondante in alcuni passaggi. Lo consiglio per l'atmosfera dark con cui viene descritta Parigi.

Re: REGISTRAZIONE

Ho lo stesso problema. Tessera nuova registrata il 19/5 ed il 20/5 ho "Diritti scaduti" in alto nella pagina principale.

Il giubileo

Alberto Melloni ricostruisce il senso e la storia di una istituzione nata nel Trecento e, analizza le ragioni che hanno spinto papa Francesco ad indire un Giubileo, all'insegna della misericordia ma anche della paura che minaccia la comunità dei fedeli, in coincidenza del cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II.

50 grandi idee di fisica - Joanne Baker

Adoro la fisica. La trovo sublimemente poetica ed in grado di dare tanto: risposte, quesiti, profondità, prospettiva. Detto questo devo aggiungere che non capisco niente di fisica, da quando la studiavo per forza ad ora che mi avvicino alla fisica divulgativa in grado di dare sicuramente solo una conoscenza superficiale della materia, che in se rimane ostica ai più. Questo libretto, in maniera semplice semplice, fornisce nozioni base di ciò che si dovrebbe conoscere, almeno un po', del mondo che ci circonda.Non è un romanzo, non un saggio, non è biografico e per niente pretenzioso. L'unico libro finora preso in biblioteca che se mi capitasse, comprerei per tenere.

L'Arminuta - Donatella Di Pietrantonio

La Di Pietrantonio ha scritto un bel romanzo, in cui un italiano poetico si mescola ad espressioni dialettali che rievocano un’Italia remota. Un dialetto in cui il verbo donare esiste nella sola forma raccontata nel romanzo del “donare i bambini”, così come non esiste il verbo tornare che diventa un “ri-venire”.
Più che un romanzo sulla maternità mi è sembrato un romanzo sull’esser figli, sulla ricerca di quel luogo sicuro che dovrebbe essere l’appartenenza, sapere chi poter abbracciare quando ci si sente smarriti. L’Arminuta non sa dove rifugiarsi. Porta in sé due mondi diversi e due forme d’amore contrastanti: l’affetto della prima madre, racchiuso in una coscia di pollo e un uovo sbattuto con la marsala, e l’accudimento dell’altra madre, che si manifesta in un corso di nuoto, un cappotto nuovo, le lezioni di danza. Due modi d’amare inconciliabili che fanno rimpiangere le “mamme normali, quelle che avevano partorito i figli e li avevano tenuti con sé”. Due modi d’agire di cui comprenderemo le motivazioni solo alla fine del romanzo, quando anche l’Arminuta potrà rappacificarsi col suo destino di bambina donata e restituita.
Una lettura piacevole.

Ne parlo anche qui: https://librinvaligia.blogspot.it/2018/05/larminuta-donatella-di-pietrantonio.html